Teleriscaldamento e Cogenerazione

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Teleriscaldamento e Cogenerazione

La Società Teleriscaldamento – Cogenerazione Valtellina Valchiavenna Valcamonica nata nel 1997 e costituita ad oggi da oltre 300 soci gestisce 3 centrali di teleriscaldamento e/o per la produzione di energia elettrica.
Le centrali  di teleriscaldamento di Tirano (SO) e Sondalo (SO) in Valtellina sono in funzione dal 2000 ed utilizzano come combustibile biomassa vergine locale conferito giornalmente dalle ditte boschive che operano interventi di manutenzione, dalle segherie locali e dalle potature dei vigneti.
La centrale di Tirano aveva una potenza iniziale dell’impianto a biomassa di 12 MW termici ma dal 2003 per far fronte alle sempre più numerose richieste di allacciamento alla rete di teleriscaldamento da parte di nuovi edifici è stata aggiunta una terza caldaia di 8 MW termici il cui calore, prima di alimentare la rete di teleriscaldamento di 33 km a servizio di 768 utenze per una potenza installata di circa 60 MW, alimenta un gruppo cogenerativo di potenza elettrica nominale pari a 1,1 MW per una produzione annua di 8 milioni di kWh elettrici che beneficiano degli incentivi riservati all’uso delle biomasse per la produzione di energia elettrica. Inoltre dal 2010 sono stati realizzati ed attivati due serbatoi da 130 mc ciascuno per l’accumulo notturno del calore prodotto dalla centrale e contribuire a coprire il picco di domanda di calore al mattino delle giornate invernali.
La centrale di Sondalo ha una potenza di 10 MW termici ed alimenta una rete di teleriscaldamento di 19 km a servizio di 387 utenze per una potenza installata di circa 24 MW.
Sempre grazie agli scarti boschivi della Valtellina è alimentata dal 2007 la centrale di teleriscaldamento di Santa Caterina Valfurva (SO). Le caldaie a biomassa di potenza 12 MW hanno un rendimento termico medio stagionale superiore all’80% e sono dotate di condensatore che garantisce il recupero del calore dei fumi preriscaldando l’aria comburente. Il sistema di distribuzione del calore si sviluppa sul territorio comunale tramite una rete di circa 5 km a servizio di 67 utenze per una potenza installata di 12 MW. Risulta inoltre interessante come dai calcoli effettuati risultino davvero ‘annullabili’ le emissioni di CO2. L’anidride carbonica emessa dalla combustione di biomassa è pari infatti a quella assorbita dalle piante durante il ciclo naturale e vitale delle piante stesse, quindi la centrale a biomassa genera emissioni climalteranti pari a zero.