PROPOSTE PER L’AUTOPRODUZIONE

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PROPOSTE PER L’AUTOPRODUZIONE

Alleanza per una innovazione energetica che crea valore nei territori

L’autoproduzione e distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili sono oggi al centro dell’interesse in tutto il mondo, per le opportunità che si stanno aprendo di innovazione nella gestione energetica grazie all’efficienza e alla riduzione dei costi delle tecnologie e delle reti. In Italia questa prospettiva ha grandi potenzialità perché permette di valorizzare le risorse rinnovabili riducendo l’uso della rete, perché si avvicinano produzione e consumi, e consentendo di soddisfare i fabbisogni di energia elettrica e di calore negli edifici e nei territori creando valore e nuova occupazione.

Ma questa prospettiva di investimento è davvero possibile nel nostro Paese? Al momento no, perché il quadro normativo è complicato e contradditorio, addirittura penalizzante dopo la riforma delle tariffe elettriche, e arriva a vietare la distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili persino negli edifici e nei distretti produttivi. Salvo in alcuni Comuni delle Alpi dove, utilizzando una legge nata per le cooperative energetiche negli anni Venti, questa possibilità ha aperto a innovazioni nella gestione delle reti e nella produzione da fonti rinnovabili di grandissimo interesse e con riduzione dei costi in bolletta. Eppure, proprio il drastico calo degli investimenti in nuovi impianti da fonti rinnovabili e la riduzione dei costi delle tecnologie dovrebbe convincere ad aprire spazi e opportunità nei territori.

L’idea di un’alleanza per l’autoproduzione nasce dalla volontà di spingere questa prospettiva integrandola profondamente nel territorio italiano, in modo da creare opportunità di innovazione che aiutino famiglie e imprese. Siamo consapevoli che questa prospettiva sarà forte se in grado di dare risposta alle due sfide che questo modello di generazione distribuito da fonti rinnovabili pone al sistema energetico. La prima riguarda le oscillazioni nella produzione da rinnovabili, dove queste innovazioni si devono candidare ad essere parte della soluzione attraverso una gestione integrata di impianti di produzione, accumulo, sistemi efficienti che permette di offrire un efficiente servizio di bilanciamento e dispacciamento rispetto alla rete, capace di programmare immissioni e prelievi. La seconda sfida riguarda gli oneri di sistema, perché in una prospettiva di questo tipo si ridurrebbe la platea di chi partecipa alla spesa. Per questo serve trasparenza delle regole in modo da prevedere una partecipazione agli oneri di sistema legata al tipo di fonte utilizzata (è assurdo che paghino allo stesso modo l’autoconsumo di una raffineria e quello di un impianto solare, come avviene oggi) e un controllo dell’evoluzione degli oneri, in modo da essere pronti a eventuali interventi correttivi.

Di sicuro abbiamo bisogno di idee nuove per un cambiamento radicale del modello energetico come è quello dell’autoproduzione, perché distribuito e con molteplici protagonisti (i prosumer, ossia soggetti al contempo produttori e consumatori di energia elettrica), che può portare enormi vantaggi per un Paese come l’Italia, in termini di riduzione dei consumi energetici, importazioni di fonti fossili, emissioni inquinanti e climalteranti. La direzione nella quale guardare è quella di creare opportunità per l’autoproduzione, a beneficio di famiglie e imprese, e di produzione e distribuzione locale per i fabbisogni di edifici, imprese, Enti Locali. Perché in questa prospettiva si possono creare innovazioni con vantaggi che vanno anche oltre l’aumento della produzione da fonti rinnovabili, perché rendono possibili gestioni innovative degli impianti e delle reti che consentono di ridurre i consumi di gas nel riscaldamento e raffrescamento degli edifici (perché si spostano verso usi elettrici legati alle rinnovabili), e analogamente i consumi di carburanti nella mobilità attraverso una spinta al vettore elettrico, anche qui prodotto da rinnovabili.

Qui di seguito presentiamo alcune proposte con l’obiettivo di arrivare a definire una nuova cornice normativa che consenta di aprire ad innovazioni nelle forme di autoproduzione energetica da fonti rinnovabili. In particolare si è partiti dall’idea di semplificare e spingere l’autoproduzione da parte di famiglie e Enti locali, e in parallelo di aprire ad innovazioni nella distribuzione di energia elettrica all’interno degli edifici e dei distretti produttivi. La risposta ai problemi di oscillazione nella produzione da fonti rinnovabili può venire proprio da sistemi di distribuzione chiusi che, attraverso sistemi di accumulo, e una gestione attenta di impianti e sistemi efficienti, possono garantire contratti di immissione e prelievo stabili alla rete, a fronte dei quali possano beneficiare dell’esonero dal pagamento degli oneri di sistema.

Noi pensiamo che sia arrivato il momento di aprire un confronto pubblico e trasparente su queste sfide, sia a livello italiano che europeo, per come si inquadrano dentro la normativa sull’energia e sugli aiuti di Stato. Non è continuando a mettere barriere e tasse nei confronti dell’autoproduzione che si ferma una prospettiva che, oltre ad essere nell’interesse generale, è oramai anche competitiva come riconosciuto dalla Commissione Europei. Perché altrimenti la conseguenza sarà che sempre più utenze si staccheranno dalla rete. E’ evidente che stiamo entrando in un mondo completamente nuovo e in costante evoluzione, positiva, grazie alla riduzione dei costi degli impianti da fonti rinnovabili, delle batterie di accumulo, delle tecnologie di gestione, e delle opportunità che si aprono nel mercato dei servizi di dispacciamento anche per sistemi nuovi da fonti rinnovabili. Si dovranno introdurre regole nuove per accompagnare questa prospettiva e si dovranno nel tempo verificare i risultati, per accompagnare innovazioni e investimenti. Quello che è certo è che nel 2016 si dispone di tutte le competenze per rispondere agli allarmi lanciati dall’Autorità per l’energia sulla sicurezza del sistema, ma anche sulla riduzione delle risorse per gli oneri di sistema, se si aprisse all’autoproduzione. Sono questioni facilmente risolvibili dentro uno scenario davvero nuovo, nel quale si spostano i consumi verso il vettore elettrico, e dove si può (finalmente) ripensare la tassazione in funzione delle emissioni e dell’inquinamento prodotti. Insomma, è il momento di aprire in Italia a una innovazione energetica che guarda al futuro del Pianeta e che crea opportunità nei territori.

Scarica qui le proposte complete

PRESENTAZIONI 14 APRILE 2016

Mariano Sidrach de Cardona Ortín – Foundacion Renovables

Rudi Rienzner – SocietàCooperativeAltoAdige