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Szarvas ha avviato un processo di conversione ecologica che gli permetterà in un prossimo futuro di raggiungere l’autosufficienza energetica infatti a Szarvas sono attivi una rete di teleriscaldamento alimentato a energia geotermica, impianti fotovoltaici e una impianto a biogas, ma mira a fare ancora molto altro.

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Le Mené, piccolo villaggio francese, mira a raggiungere l’autonomia energetica entro il 2030 grazie a diversi impianti di produzione energetica rinnovabile partecipati dalla comunità. Nel villaggio sono presenti un impianto di produzione di biogas, una cooperativa agricola che produce olio di colza, un parco eolico e poi pannelli solari installati sui tetti degli edifici.

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I cittadini di Tacherting usano solo energie rinnovabili. Per loro è oramai normale avere un pannello solare termico e un impianto fotovoltaico sul tetto. Per gli agricoltori il fotovoltaico e il biogas sono una buona occasione per avere un’entrata supplementare.

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La maggior parte degli edifici pubblici di Bóly (HU) sono collegati al sistema di teleriscaldamento geotermico che soddisfa anche la richiesta di calore del parco industriale. Altri edifici pubblici sono riscaldati da una caldaia a cippato e un impianto solare termico. Diversi sistemi fotovoltaici sono installati sui tetti degli edifici pubblici.

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A Friedrich-Wilhelm-Lübke-Koog, una piccola cittadina della Germania, il comune e i cittadini hanno investito sulle fonti energetiche rinnovabili, dal 1989 con l’istallazione delle prime pale eoliche e nel 2009 con il solare fotovoltaico installato sui tetti delle aziende agricole.